La linea curva nell’architettura civile contemporanea


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La linea curva si trovava già nelle opere dei Sumeri, una popolazione che si insediò in Mesopotamia attorno al 3000 a.C.: a loro infatti risale la costruzione dell'arco e della volta.
La tecnica dell’arco fu poi perfezionata dagli etruschi e da questi passò ai romani, che ne fecero largo uso, fino a farlo diventare un monumento celebrativo con l’arco di trionfo.
L’arco a tutto sesto, contraddistinto da una volta a semicerchio ed usato sistematicamente dai romani, caratterizzò anche il periodo romanico, invece quello a sesto acuto, che è costituito dall'intersezione di due archi di uguale raggio, ma con centro diverso, è tipico dello stile gotico, anche se era già presente nell’architettura islamica nel VII secolo e fu usato nel mondo occidentale dai normanni.
Con il Rinascimento è tornata la forma classica dell’arco, perché esprimeva meglio di altre quell’esigenza di perfezione formale del periodo. Il barocco, invece, preferiva linee curve, come l’ellissi, la parabola, l’iperbole, la spirale, per favorire un andamento sinuoso. Comunque l’elissi, la cui prima testimonianza va ricercata negli anfiteatri romani, è presente anche nel Rinascimento, per esempio nella forma delle piazze o del teatro Olimpico di Palladio, costruito a Vicenza nel 1580.
La linea classica viene ripresa nel Neoclassicismo dell’Ottocento, cioè fino alla rivoluzione della forma delle strutture architettoniche nelle epoche moderna e contemporanea.
Per Gaudí un elemento fondamentale per come egli concepiva la struttura era l'arco catenario, o arco equilibrato, cioè un arco simile alla forma che assume una fune ideale, lasciata pendere a terra e fissata a due punti e, poiché permette un’ omogenea distribuzione dei carichi, evita il ricorso ai muri, ai contrafforti o alle colonne. L’architetto catalano ne fece ampio uso per la realizzazione della Sagrada Familia a Barcellona, per la costruzione della soffitta della Casa Batlló tra il 1904 e il 1906 e per la copertura del sottotetto di Casa Milà, detta La Pedrera tra il 1905 e il 1912.
La linea curva viene rivalutata dall’architettura contemporanea e diventa un elemento importante e caratterizzante, non solo come espressione di rottura rispetto alle tendenze precedenti, ma soprattutto per le nuove opportunità, offerte dal suo impiego. A riguardo l’architetto Oscar Niemeyer ha scritto: “non è l’angolo retto che mi attrae, né la linea retta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Ciò che mi attrae è la curva libera e sensuale, la curva che incontro nelle montagne del mio Paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde del mare, nel corpo della donna preferita. Di curve è fatto tutto l’universo…”.
L’angolo retto infatti dà l’impressione di qualcosa di finito, di delimitato, anche la linea retta evoca essenzialità espressiva, ordine e controllo geometrico e mentale, mentre la linea curva allude al movimento, al fluire, al divenire, alla tensione, al dinamismo, alla vitalità, alla sensualità, ma anche all’armonia ed alla elasticità ed interpreta contemporaneamente quel desiderio di libertà, tipico dell’epoca contemporanea.
L’ architettura contemporanea infatti rifiuta i canoni estetici classici e gli schemi di simmetria e proporzione e, soprattutto in seguito alla corrente del decostruttivismo, deforma i volumi con l’asimmetria dei piani.


L' edificio Copan, per esempio, un palazzo importante di San Paolo, che Oscar Niemeyer progettò nel 1954, è caratterizzato da una linea curva e sinuosa, che offre la sensazione di “curvare” e di modellare allo stesso tempo lo spazio, in un’alternanza di pieni e di vuoti, che crea un notevole gioco di luci. La linea curva è infatti “ la linea dello spazio”, in quanto ne riduce e ne allarga la visione.


edificio Copan edificio Copan


Esempio di dinamismo e di movimento è l’ Opera House di Sidney dell'architetto danese Jorn Utzon, iniziata nel 1958 ed inaugurata nel 1973. L’Opera House, riconosciuta in tutto il mondo come un capolavoro, dal 2007 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
L'oggetto unico viene disarticolato in più parti, in questo caso in gusci ricavati da parti di una sfera. Le curve danno l’impressione del moto ondoso irregolare o dell’agitarsi delle vele mosse dal vento, che si slanciano da un basamento che ne agevola la spinta: “la luce scivola lungo queste superfici con imprevedibili modulazioni, è una luce, che piove dall’alto e che produce un effetto di sospensione della materia” ( A., V., "Le Forme del cemento. Leggerezza", Gangemi Editore, 2006). Le pareti dell’edificio infatti riflettono in modo spettacolare i raggi del sole, ma anche le onde del mare, in cui si protende la piccola penisola, dove si trova il teatro.


Opera House di Sidney Opera House di Sidney


E’ un gioco di forme che si innalzano all’unisono, un dispiegarsi di vele al vento verso l’infinito, in perfetta armonia con l’ambiente marino.



Anche il Museo di arte contemporanea, Kiasma, progettato da Steven Holl , nel centro di Helsinki, è l’ esempio di una felice interazione con l’ambiente. Costruito tra il 1993 e il 1998, è formato da due corpi che si intersecano, uno rettilineo, a volume prismatico, l'altro curvilineo. La forma, veramente suggestiva, non risponde solo ad esigenze estetiche, ma anche funzionali, in un perfetto equilibrio tra forma e struttura.
I due corpi sono asimmetrici e determinano all’interno una sequenza irregolare degli spazi, che diventano fluidi ed irregolari. A questo proposito lo stesso Steven Holl dice che “l’asimmetria definisce il movimento, attraverso una serie di sequenze spaziali, in modo tale che l’insieme del progetto diventi una galleria leggermente incurvata di stanze. Il dispiegarsi di questa sequenza curva di spazi genera aspetti di mistero e di sorpresa, impossibili da ottenere in una sequenza lineare”.
La parete curva risolve anche il problema della luce, particolarmente sentito nei paesi nordici, in quanto lascia passare la luce verticale attraverso le vetrate e quella orizzontale “viene deviata dalla sezione centrale”, come spiega lo stesso architetto.



Un’altra costruzione che ha rivoluzionato la concezione dell’architettura tradizionale ed ha caratterizzato quella contemporanea è il Guggenheim Museum di Bilbao, opera di Frank Gehry ed inaugurato nel 1997. La struttura dell'edificio, in tre livelli, circondata dall’acqua e da grandissime opere colorate, è estremamente complessa ed è stata realizzata grazie all'utilizzo dei più moderni software di progettazione e di calcolo.


Guggenheim Museum di Bilbao Guggenheim Museum di Bilbao


Le linee curve fanno da protagoniste anche in questo spettacolare edificio, dalla tecnologia avanzata, dalle forme audaci e dai materiali leggerissimi. Grazie ad esse le forme architettoniche formano un continuum ininterrotto di inaspettate trasformazioni.
La linee curve creano infatti una serie di volumi collegati fra loro, alcuni di forma ortogonale ed altri ricurvi ed un’alternanza di superfici concave e convesse, che si uniscono con muri di vetro, che offrono trasparenza all’intero edificio. Il rivestimento esterno è formato da blocchi di pietra e da lamelle di titanio, che, insieme ai cristalli, assumono riflessi diversi a secondo dell’intensità della luce.



Soprannominata “la regina delle curve”, per la realizzazione di strutture dalle curve audaci, Zaha Hadid, ha lasciato costruzioni futuristiche, anche grazie all’uso di nuove tecnologie e materiali come vetro, acciaio, titanio e plastica.
Un grande complesso senza una linea retta è l’Heydar Aliyev Cultural Centre di Baku, capitale dell’Azerbaijan, nel cuore del Caucaso. La linea curva conferisce un effetto dinamico e scenografico, come avviene in tutte le opere dell’architetta irachena.
La costruzione, inaugurata nel maggio 2012, ha una struttura in cemento ed un telaio tridimensionale a supporto di una superficie dalla forma plastica. La copertura esterna dell’edificio, realizzata in vetro semiriflettente ed in poliestere fibrorinforzato, sottolinea infatti la sinuosità delle diverse parti ed in quella frontale forma quasi un’onda, che si innalza, per poi rituffarsi dolcemente nella piazza, che sembra inglobata nella struttura architettonica da una serie di pieghe. L’elemento esterno quindi, fondendosi con la parte interna, ne diventa un’estensione. Anche l’illuminazione aiuta ad eliminare la linea di demarcazione tra il dentro ed il fuori, poiché di giorno i volumi riflettono la luce ed il vetro semi-riflettente fa emergere la fluidità degli spazi interni e di notte l’edificio appare in tutta la sua splendida plasticità grazie al gioco delle luci interne ed esterne.


Heydar Aliyev Cultural Centre di Baku Heydar Aliyev Cultural Centre di Baku


Gli innalzamenti e le cadute delle linee curve, sottolineando le trasformazioni nel loro divenire, evocano la legge umana del cambiamento in un cessante e continuo divenire, dove ogni momento può essere diverso dal precedente.



La linea curva crea un particolare e bellissimo effetto ondulatorio anche nell’avveniristica copertura dell'architetto Santiago Calatrava per la nuova stazione ad Alta velocità di Reggio Emilia, la Mediopadana, inaugurata nel giugno del 2013.
La struttura insieme ai tre ponti a vela sulla autostrada del Sole, progettati dallo stesso architetto, meravigliose opere di architettura e di ingegneria e di grande effetto scenografico, rientra in un importante progetto, che interessa tutta l'area a nord della città di Reggio Emilia.


Mediopadana Mediopadana


La successione di tredici differenti portali, realizzati in acciaio, dipinto di bianco, conferisce un tale movimento e dinamismo all’intera opera, che quasi fa perdere la concezione del limite.



Le forma curva dei tre edifici del nuovo centro direzionale di Milano, all’interno del progetto di porta Nuova, ha lo scopo di racchiudere una piazza circolare, Gae Aulenti. E’ stata sviluppata infatti l’idea di un vasto podio circolare che costituisca un nuovo spazio urbano pedonale.
Il complesso, inaugurato nel febbraio del 2014 ed il disegno dell’area, è firmato dall’architetto César Pelli. Egli stesso in una intervista al Politecnico di Milano spiega le motivazioni della sua opera: “la forma è funzionale alla piazza sottostante. Ho sempre pensato che fosse più importante la parte pubblica di quella privata. In questo caso sono tre edifici che salgono insieme, in maniera circolare, per creare uno spazio pubblico al centro, pensati per delinearlo e in un certo senso difenderlo. .. Ci sono piazze bellissime usate solamente come luoghi di attraversamento dove nessuno si ferma. Eppure la velocità con cui Milano si è appropriata di piazza Gae Aulenti dimostra la voglia di avere spazi all'aperto da vivere".
La Torre Unicredit, con i suoi 31 piani, è il grattacielo più alto dell’intero progetto ed anche il più alto d’Italia.
Come gli altri due edifici la Torre Unicredit ha una struttura interna in cemento armato e un rivestimento in vetro riflettente. Presenta un elemento, che ricorda la guglia maggiore del Duomo di Milano ed essendo ricoperto di led, può essere illuminato con diversi colori a seconda delle occasioni. Poiché la guglia non è al centro dell’edificio, ma spostata, ha richiesto attenti studi di fattibilità e di resistenza al vento.


Unicredit Torre Unicredit


Dal punto di vista strutturale il caratteristico Spire (la guglia) è una spirale, che si assottiglia verso l'alto e, da una parte conferisce all'edificio una forma sinuosa, dall’altra essa si colloca in una dimensione spazio temporale che sembra sfuggire alla percezione umana.
In architettura la spirale, oltre come elemento ornamentale, è stata utilizzata nell’edilizia, già in epoca rinascimentale e barocca, per la realizzazioni di scale poco ingombranti. Viene ora rivalutata nell’architettura contemporanea, a partire dall’ Art Nouveau.
La forma della spirale con la sua linea curva, che si avviluppa in infiniti giri intorno ad una immaginaria circonferenza, essendo presente in natura ed essendo rappresentante dei ritmi ciclici della vita, ne evoca i principi e le tensioni, conferendo slancio, dando il senso della rigenerazione, del divenire e della continuità ciclica.



Una forma a spirale, che si sviluppa dal basso verso l’alto, assume anche il grattacielo Cayan Tower di Dubai, inaugurato nel giugno 2013 e progettato dallo studio d'architettura Skidmore Owings & Merrill LLP. Ha un design innovativo, che si ispira alla spirale del DNA, ma la rotazione del volume ha anche una funzione pratica, in quanto riduce la forza del vento lungo le facciate verticali.


Cayan Tower di Dubai Cayan Tower di Dubai


Un particolare andamento a spirale aveva già caratterizzato anche la torre di Mito, città del Giappone. E’ una torre commemorativa per il centenario della città giapponese, progettata da Arata Isozaki, si trova all’interno di un complesso, ultimato nel 1990, che comprende un teatro, una sala concerti e una galleria d’arte contemporanea.


torre di Mito torre di Mito


La torre, alta circa 100 metri, ha una base a pianta triangolare ed è composta da un insieme di piani triangolari inclinati, che riflettono diversamente la luce, offrendo così degli effetti cromatici veramente unici e spettacolari.


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