Incidenti domestici: un problema sottovalutato


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L’infortunio domestico è una questione sottovalutata, mentre ha un grosso impatto fisico e psichico sul soggetto coinvolto, che nei casi più gravi può riportare delle invalidità permanenti o addirittura perdere la vita. Di conseguenza ha anche una grossa rilevanza sociale per la sofferenza, la disabilità, il calo della produttività e l’onere economico a carico del sistema sanitario nazionale.
Le cause degli infortuni domestici sono ascrivibili a vari aspetti che, secondo una tabella stilata dal Ministero della salute, possono essere così sintetizzati:
1) struttura dell’abitazione e componenti d’arredo;
2) utilizzo improprio di apparecchiature e utensili o per esempio impianti elettrici non a norma
3) condizioni di salute (disabilità, patologie croniche etc.);
4) condizioni di rischio, (ad esempio presenza di piante ornamentali tossiche, detersivi, cosmetici, medicinali, uso di farmaci, consumo di alcol, presenza di amianto o radon nei materiali usati nelle abitazioni).
A queste cause aggiungerei anche il fatto che la casa viene vissuta come il luogo più sicuro, per cui non si è propensi a percepirne i rischi ed a valutarne i pericoli, per i quali invece bisognerebbe allertarsi, proprio perché riguardano la nostra sicurezza e quella dell’ ambiente, in cui trascorriamo molto tempo della vita insieme alle persone a noi più care.
Si tratta infatti di un grosso problema, se si pensa che, secondo gli ultimi dati Istat, in Italia ci sono circa 3.500.000 infortuni domestici all’anno, con un incremento nell’ultimo decennio pari al 20%, e da varie statistiche emerge che il numero di incidenti domestici mortali è di poco inferiore a quello degli incidenti stradali ed è molto superiore a quello degli infortuni sul lavoro.
Data la gravità ed anche la rilevanza numerica del fenomeno, si impone la necessità di considerare seriamente la questione, non solo da parte di tutti noi, ma soprattutto da parte degli organi istituzionali, per attuare tutte quelle politiche, che possano promuovere stili di vita corretti, per garantire la sicurezza delle persone.
Come le malattie e gli altri incidenti, anche quelli casalinghi possono essere evitati, per cui è necessario pensare alle varie iniziative di prevenzione, a cui si possa ricorrere, per ridurre il più possibile i diversi fattori di rischio.
Innanzitutto è importante sensibilizzare l’opinione pubblica, favorendo una cultura della sicurezza ed offrendo informazioni sulle misure di prevenzione. Lo si può fare efficacemente attraverso campagne di informazione e di educazione, martellando tramite la televisione e tutti gli altri mezzi di comunicazione, attraverso la fornitura a basso costo di dispositivi di sicurezza e la detrazione fiscale per le spese sostenute. Per gli anziani poi bisogna pensare a strategie che monitorizzino e migliorino il loro stato di salute, attraverso visite mediche, alle quali i singoli devono essere chiamati a sottoporsi, secondo scadenze stabilite e, se impossibilitati ad uscire, devono essere visitati a domicilio periodicamente secondo lo stato di necessità. Si potrebbe ridurre così anche il ricorso al pronto soccorso ed agli ospedali, che dovrebbero essere destinati alle emergenze e non alle cronicità. Per favorire una migliore e più efficiente gestione dell’anziano andrebbero previsti per i familiari, che l’accudiscono, sgravi fiscali, se non altro perché assolvono oneri, che in altri paesi sono a carico dello stato.
Perché la cultura della sicurezza abbia una ricaduta pratica sulla realtà, gli enti locali e regionali dovrebbero essere preposti alla formazione tecnica di operatori, che poi, con scadenza quinquennale o secondo le diverse situazioni, devono rilevare, per legge, la sicurezza degli ambienti domestici ( per esempio maniglie antiscivolo, spie antincendio ecc) ed anche indicare eventuali interventi migliorativi degli standard di sicurezza delle case.





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